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La Chiesa del SS. Salvatore, ricostruita dopo il terremoto del 1693, è legata alla presenza delle benedettine a Caltagirone. Il ramo femminile dell’Ordine fondato nella prima metà del VI secolo da San Benedetto da Norcia ha profondamente segnato la vita religiosa della Città. Un primo monastero fu eretto presso la chiesa della Madonna della Stella; da qui, nel 1457, le monache si trasferirono nel monastero del SS. Salvatore; nel 1542 fu fondato l’altro monastero dedicato a San Gregorio.
La chiesa, vero gioiello di architettura, è a pianta centrale ed è ornata da pregevoli stucchi, dipinti e statue, in particolare dalla splendida Madonna del Monserrato scultura marmorea di Antonuzzo Gagini (1532).
La Chiesa ha acquistato maggiore lustro a partire dal 1962, quando in essa furono traslate le spoglie mortali di uno dei figli più noti di Caltagirone, Don Luigi Sturzo, che in questa chiesa celebrò la sua prima messa. Di questo sacerdote e statista di fine intelligenza e grandezza di spirito, nel 2002 è iniziato il processo di canonizzazione.
Il mausoleo progettato da Ugo Tarchi, che ne ospita i resti, è meta di visitatori e fedeli che si ispirano a lui e alle sue idee in ordine ad una retta e sana conduzione della vita sociale e politica fondata sull’amore cristiano per il raggiungimento del tanto auspicato “bene comune”.
Dalla chiesa del SS. Salvatore continua a diffondersi nel mondo il grido di Don Sturzo “ai liberi e forti”, i quali da cittadini onesti e da cristiani sono chiamati ad edificare la civiltà dell’amore in seno alla società degli uomini, considerando l’impegno politico non come un atto estraneo alla vita cristiana, ma, anzi, come una delle espressioni più nobili e alte dell’amore cristiano, come si legge all’interno del mausoleo: “La società si trasforma solo con le virtù: prudenza – giustizia – fortezza – temperanza. Solo per la Fede, la Speranza e la Carità, può domarsi l’orgoglio del sapiente, e l’egoismo del possidente…”.
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